A cura di Emanuele Conforti e Matteo Bertelli, studenti della IX edizione
Tempo di lettura: 5 minuti
Lunedì 3 aprile 2023, nella sede di via Nirone dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, si è tenuta la terza edizione della tavola rotonda intitolata “Sales Management e Sostenibilità: Nuove sfide e opportunità“. Questa serie di conferenze, organizzata dal Master in Account e Sales Management (Almed/Centrimark), rappresenta un’occasione unica per esplorare il ruolo della sostenibilità nel mondo delle vendite, grazie alle testimonianze di professionisti di spicco che hanno sperimentato direttamente l’evoluzione delle politiche di sostenibilità all’interno e all’esterno delle aziende in cui operano.
In un’epoca in cui l’attenzione verso le tematiche ambientali è in costante crescita, è fondamentale per le imprese trovare un equilibrio tra lo sviluppo del proprio business e la tutela dell’ambiente. L’evento ha offerto spunti di riflessione e approfondimenti su come le aziende possano affrontare con successo le nuove sfide e cogliere le opportunità derivanti dall’integrazione di pratiche sostenibili nelle strategie di vendita e marketing.
Durante la tavola rotonda, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di ascoltare le esperienze e le conoscenze dei seguenti relatori:
- Silvia Brena, Founder e Amministratore Delegato di Network Comunicazione, docente del corso “Content marketing e Strategic Planning” e del laboratorio “Scrittura Strategica”
- Laura Cantarelli, Direttore Brand Solutions presso Cairo RCS Media e docente del corso “Event Sales”
- Paolo Bonifati, Head of Innovability People and Organization presso Enel
- Davide Sicolo, Senior Vice President di Edelman
La Prof.ssa Chiara Luisa Cantù, Direttore Scientifico del Master Sales, ha sapientemente moderato la discussione, assicurando un confronto equilibrato e coinvolgente tra relatori e partecipanti.
Tra i numerosi argomenti discussi, si è evidenziata la posizione delle imprese nella promozione dell’ecosostenibilità. Durante la conversazione è stata fatta una distinzione tra coloro che compiono scelte veramente coraggiose ed ecosostenibili e chi cerca di apparire rispettoso dell’ambiente senza avere un reale impatto positivo sullo stesso. Questa forma di eticità di facciata, nota come greenwashing, si estende anche a fenomeni di pinkwashing e rainbow washing, situazioni in cui vengono fatte dichiarazioni ingannevoli o esagerate per attirare consumatori poco informati o incapaci di valutare l’impatto reale delle azioni aziendali su questioni ambientali, di empowerment femminile e diritti civili.
Le divisioni di ricerca e sviluppo rivestono un ruolo fondamentale in questo percorso e le imprese hanno l’agilità che manca alle istituzioni per evolversi velocemente e con decisione. È importante bilanciare questo impulso con obiettivi di profitto e mantenimento dei posti di lavoro, ma l’ecosostenibilità rappresenta un investimento a lungo termine e coloro che investono saggiamente in questo momento godranno di maggiori profitti e stabilità negli anni a venire.
Successivamente, i relatori hanno analizzato il ruolo delle aziende attraverso le funzioni di vendite e marketing. Da un lato, queste imprese possono promuovere in maniera trasparente e concreta i valori della sostenibilità, mentre dall’altro devono ascoltare i propri dipendenti e le comunità locali per comprendere lo spirito del tempo. Un’indagine condotta da Randstad sul Workmonitor ha rivelato che oltre un terzo (35%) dei lavoratori non accetterebbe un impiego in un’azienda con valori diversi dai propri sui temi sociali e ambientali, il 38% non accetterebbe un lavoro se l’azienda non mostrasse di impegnarsi nella sostenibilità e il 31% sarebbe disposto a guadagnare di meno se sentisse di dare un contributo positivo alla società. Questi dati sono ancora più elevati tra le fasce più giovani dei lavoratori.
È stata poi presa in esame la situazione delle aziende italiane in vari contesti. A livello locale, l’Italia offre notevoli potenzialità nel settore delle energie rinnovabili, sebbene queste non siano ancora pienamente sfruttate. A livello europeo, l’attuale scenario è caratterizzato dai massicci investimenti del PNRR in progetti ecosostenibili. Inoltre, a livello globale, persiste una profonda ingiustizia sociale, con una significativa percentuale di persone prive dei diritti umani, civili e sociali che gran parte del mondo occidentale considera ormai la normalità. La sostenibilità sociale ed economica è altrettanto importante quanto quella ambientale, ma entrambe condividono una profonda disparità tra le diverse nazioni e continenti.
Tutti i relatori concordano sull’importanza delle scelte individuali per promuovere la sostenibilità ambientale, economica e sociale. Nel quotidiano, è possibile ridurre l’impatto ambientale adottando pratiche come il risparmio energetico, l’utilizzo di risorse rinnovabili, il riciclo e la conservazione dell’acqua, nonché preferendo trasporti sostenibili e prodotti locali a basso impatto sull’ambiente. Le scelte individuali influenzano anche la sostenibilità economica: è fondamentale supportare aziende locali, produttori etici e investire in settori responsabili, oltre ad adottare uno stile di vita frugale per ridurre l’indebitamento personale e aumentare la stabilità economica. La sostenibilità sociale, invece, può essere stimolata valorizzando la diversità culturale, la parità di genere e l’inclusione. In sintesi, adottare uno stile di vita sostenibile e responsabile può contribuire a un futuro più equo e resiliente per tutti.

Durante il corso delle lezioni, abbiamo esaminato ripetutamente il legame tra vendite e sostenibilità. In linea con le conclusioni dei relatori, abbiamo notato che ogni azienda può ridurre la propria impronta ecologica limitando l’utilizzo di risorse naturali ed energia nella propria filiera, attraverso l’uso di imballaggi riciclabili e la riduzione degli sprechi. È importante che l’azienda informi chiaramente e apertamente gli stakeholder sulle sue politiche e le azioni in termini di sostenibilità economica, promuovendo comportamenti responsabili e inclusivi attraverso le sue campagne pubblicitarie. Inoltre, le aziende possono creare valore a lungo termine sviluppando prodotti e servizi che apportino un impatto positivo per i clienti, l’ambiente e la società nel suo insieme, favorendo così la stabilità economica a lungo termine, anche collaborando con enti locali governativi.
Oltre a questo, ogni singolo venditore può scegliere di adottare pratiche sostenibili, come spostarsi meno e utilizzare mezzi di trasporto sostenibili, valutare l’impatto ambientale delle proprie azioni e limitare l’invio di e-mail inutili o utilizzare piattaforme di videoconferenza a basso consumo energetico. Informarsi e formarsi sulle questioni ambientali, sensibilizzare colleghi e clienti sull’importanza delle pratiche sostenibili e promuovere standard etici all’interno dell’azienda possono contribuire a creare una cultura aziendale attenta all’ambiente.
Esistono molti modi per supportare virtuosamente l’ambiente e, sebbene il percorso possa sembrare ancora lungo, ciascuno di noi ha il potere di contribuire significativamente al raggiungimento di questo importante e ambizioso obiettivo.
Fonte: https://digitalcontent.randstad.it/hubfs/Downloadables/workmonitor/Randstad-Workmonitor-2023.pdf


